Perché non sempre si ottiene ciò che si desidera


Chi segue il mio blog, più o meno costantemente, sa che da ieri è disponibile il mio e-book. Chiaramente era da un po’ che ci stavo lavorando: di certo non da anni (sarebbe stato un romanzo di 600 pagine … ), ma da un tempo sufficiente per dare la mia testimonianza sul mondo della Legge dell’Attrazione.

Stranamente, ma neanche troppo, la cosa che più mi ha colpito è stata la reazione di mia moglie riguardo all’e-book su cui stavo lavorando e che mi stavo accingendo a rendere disponibile. Scommetto che molti di voi si staranno immaginando una reazione positiva. Magari una donna fiera del proprio marito per essersi cimentato in qualcosa che non è la sua primaria attività, dedicandoci del tempo, talvolta a fatica per una mera questione di stanchezza fisica, dopo aver passato un giorno in ufficio e dopo aver sbrigato le solite faccende domestiche di fine giornata e, magari, dopo essersi visti un film.

La reazione è stata invece, dopo la lettura di, forse, due pagine, di chiudere tutto e di dire “scusami tanto, ma sai che io a queste cose non ci credo…” Devo ammettere che nel suo sguardo ho intravisto il timore di mortificarmi. Sì, devo ammettere che un po’ ci sono rimasto male, ma, come sempre, mi devo assumere ogni responsabilità sull’accaduto e cogliere anche in una reazione non certo positiva, oltretutto dalla persona che amo e con cui condivido tutto, l’opportunità di un insegnamento.

Penso che lei sia vittima dalla paura di vedere realizzati i propri sogni. Perché, del resto, capita così tante volte che dopo un intenso abbraccio, due persone che si amano tendono a staccarsi? Non è forse vero che quell’abbraccio sprigiona un amore che a parole non si può descrivere? Non si ha forse paura che quella possa essere “la quiete prima della tempesta”? Che visto che ci amiamo, se le cose andassero sempre così meravigliosamente bene, prima o poi potrebbe accadere qualcosa di brutto?

Ecco perché non sempre si ottiene ciò che si desidera. Qualcuno ci ha inculcato nella testa che la vita è fatta di sacrifici, di stenti, di delusioni e momenti di difficoltà, di dolore. Allora, a questo punto, è meglio rimanere su un certo standard di mediocrità. Tanto vale una linea piatta che una montagna russa dove dopo una salita, inevitabilmente bisogna affrontare una discesa che ci toglierà il fiato.

Se qualcuno di voi ha sofferto, magari più volte, per amore, è probabile, e plausibile, che si stia dando dello sfigato e che ormai si sia convinto che innamorarsi porti solo dolore.

Se qualcuno di voi ha ricevuto un’educazione, come ad esempio quella che ho avuto io, in cui uno dei principi recita che disporre di tanti soldi corrisponde ad essere disonesti e rubare agli altri (se non peggio), come sarà possibile diventare ricchi?

Se qualcuno di voi ha perso il lavoro, magari dopo aver dedicato a quel lavoro anni e anni di passione e dedizione, che fiducia potrà avere guardando avanti verso il proprio futuro?

Attenzione, miei cari. Queste sono arme letali che uccidono i vostri desideri di abbondanza. Le convinzioni negative che state coltivando riguardo a voi proiettati nella vita, stanno erigendo un muro che vi comporterà molta fatica valicare.

Perché possiate vedere realizzati i vostri desideri, smettetela di pensare che “se le cose sono andate così fino ad oggi, non vedo garanzie che possano cambiare un domani…” E’ proprio il sedimentarvi in una determinata situazione che vi porta a rimanerci per una vita intera. Siamo nati tutti uguali, tutti con le stesse identiche opportunità. Ciò che differenzia un essere umano, aldilà dell’unicità, sta proprio nel fatto che qualcuno crede fermamente di arrivare ad un punto, molti altri no.

Ecco perché spesso non si riesce ad ottenere ciò che si desidera. Dipende dalla nostra forza d’animo. Dipende da quanto tempo pensiamo a nostri fallimenti, anziché dedicarci a celebrare i nostri successi. Spesso ci identifichiamo in quei fallimenti, ma noi non siamo un fallimento (questa parola non identifica la nostra persona). Diciamo semplicemente che abbiamo assistito ad un fallimento mentre ci accingevamo a raggiungere un traguardo. Ma non siamo il fallimento. Dobbiamo inoltre impegnarci per dire grazie ANCHE AL FALLIMENTO. Dobbiamo coltivare nuove convinzioni fin da qui, convinti del fatto che anche quella data situazione è stata un’importante lezione, nella nostra vita, da cui imparare qualcosa di nuovo.

Per me, la  reazione negativa di mia moglie, messa davanti a questo PC a leggere un e-book, è stata un’importante lezione e mi ha permesso di capire come mai molte persone non realizzano i propri desideri: semplicemente hanno paura di vederli esauditi perché temono che non sia possibile e non hanno intenzione di correre il rischio di rimanerne profondamente delusi un’altra volta.

E’ bene, allora, ricordare che, nel bene e nel male, i pensieri prendono forma. Se foste adesso certi di questa tesi, quali sarebbero i pensieri che iniziereste a formulare?

Vi auguro di trarre da questo articolo quantomeno uno spunto di riflessione. Come sempre i vostri commenti sono più che mai graditi e riceveranno SEMPRE una risposta da parte mia!

Colgo l’occasione per segnalarvi che, da ieri, è stata aggiunta nel blog la pagina “contatti”: qui troverete tutti i modi per rimanere in contatto con me. Nel tempo, la pagina sarà ulteriormente arricchita.

Vi auguro una splendida giornata!

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