Cara nonna, io ti commemoro così


Papà e Mamma mi affidarono a te quand’ero ancora in fasce e con te passai i primi 13 anni della mia vita.

Non sei stata solo la mia nonna. Sei stata una guida, sei stata la supplente che mi dava ripetizioni (a suon di scappellotti quando sbagliavo), quella che mi correva intorno al tavolo con la scopa in mano quando la facevo dannare, quella che mi diceva “non guardarti allo specchio, perché dall’altra parte c’è il volto del diavolo” (quanti incubi mi portò quella fantastica dissuasione…).

Quando, nella mia vita di adulto, incontro difficoltà che mi sembrano insormontabili mi domando come tu abbia potuto passare attraverso due guerre mondiali, come sia riuscita a crescere 4 figli facendo la portinaia e con il nonno che, nel dopoguerra, rimase senza lavoro. Mi domando come quei 4 figli abbiano potuto crescere tutti insieme in una sola camera, mentre noi genitori di oggi vorremmo dare una camera per ogni figlio, comprargli la macchina più bella e mantenerli vitanaturaldurante…

Ci lamentiamo così spesso per ciò che non abbiamo, perdendo drammaticamente e così dannatamente spesso le fortune che rappresentano il nostro vero tesoro.

Ricordo che tu, ogni giorno, dopo pranzo e dopo cena, non ti limitavi a lavare le stoviglie (eh già…beni come la lavastoviglie non erano stati ancora inventati), ma ti mettevi anche a lavare il pavimento. E quando mi offrivo di aiutarti a spolverare i mobili, poi passavi a fare l’ispezione e riuscivi a stanare un pelucco invisibile che Dio sa come facevi a vedere. Avevi già più di settant’anni!

Ricordo quando non ti sentisti bene e io andai da solo al supermercato a comprare le cose che servivano. Avrò avuto sì e no dieci anni. Ma allora non c’erano i pericoli di oggi per i ragazzini di quell’età. Ricordo quando insieme facevamo le “svizzere” che altro non erano se non i moderni hamburger. Solo che, a quei tempi, si prendeva la carne trita fresca, le si dava la forma di palline e la si faceva friggere/annegare nel burro (sarà anche per questo che ho il colesterolo un po’ alto…? 🙂 )

I miei ricordi di te sono tutt’altro che sbiaditi. Il tuo corpo non c’è più, ma tu vivi più che mai grazie a chi ti ricorda e continua a sognarti.

Non avevi un bel carattere, no. Anche se, negli ultimi anni, ti sei ammorbita e non sai che gioia mi ha dato poter mettere nelle tue braccia mio figlio. Purtroppo, il tuo declino fisico era iniziato, e non riuscii a fare a meno di allontanarmi dal tuo sguardo e piangere, sapendo che da lì a poco ti avrei perso.

Anche a diversi anni dal mio matrimonio, ancora mi chiedevi “allora, quando ti sposi?” E poi avevi questo maledetto vizio di chiamarmi con il nome del tuo figlio minore. Hai perso questo vizio il giorno prima di morire. Quel giorno, quasi per prenderti in giro, ti chiesi “lo sai come mi chiamo?” Tu eri al limite delle tue facoltà mentali e fisiche, ma la tua risposta fu “Fabio”.

Fu lo stesso giorno in cui decisi di portare tua sorella a trovarti nell’istituto in cui eri ricoverata, ricordi? Quel giorno, inaspettatamente, tutta la famiglia si era raccolta intorno a te. Tu su quella maledetta sedia a rotelle, simbolo della fine imminente, noi tutti intorno. A un certo punto hai guardato fuori dalla finestra e qualcuno, non ricordo chi, ti chiese “nonna, a cosa stai pensando?” Ti limitasti a sorridere. Fuori da quella finestra c’era una statua di Padre Pio. Io mi immagino che tu gli abbia detto “ora sono pronta”.

L’indomani, mi chiamò la mamma per avvisarmi che stava venendo lì. Tu stavi per andartene e mi avvisò perché io potessi saperlo e venire a darti l’ultimo saluto. Decisi di non venire, come non vengo mai al cimitero. Non perché non ti voglia commemorare, perché questo lo faccio pressoché tutti i giorni. Non lo faccio perché non accetto l’idea che tu sia morta. Tu non sei morta, sei sempre qui con noi, solo che ti sei evoluta nella forma di pura energia. E se mi fermo e ascolto con il cuore, anche ora sento che quell’energia si sta posando su di me, come un morbido manto pronto a portarmi calore nelle giornate fredde.

Nonna, grazie per tutto quello che hai fatto per me.

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