Iniezioni di Attrazione: articolo 2


Come ho preannunciato ieri, inizio da oggi, con entusiasmo e un po’ di emozione, a scrivere per voi una serie di articoli che avranno tutti lo stesso oggetto: iniezioni di attrazione.

Mi piace tanto questo oggetto. Vorrei che lo prendeste come una terapia, che prevede la somministrazione di un medicinale magico e miracoloso, che vi farà guarire dalla negatività, che vi farà tenere le distanze da ciò che vi porta lontano dalla realizzazione dei vostri desideri più intimi, che combatterà contro quelle convinzioni che si sono insinuate nella vostra vita, giorno dopo giorno, e che vi stanno ostacolando nella celebrazione dei vostri personali successi.

Oggi affrontiamo il primo dei tre verbi che ho anticipato ieri e che stanno alla base dei princìpi che vengono in nostro aiuto quando decidiamo di usare in nostro favore la Legge dell’Attrazione: chiedere.

Cosa vi fa venire in mente il verbo chiedere? Personalmente, mi porta molto indietro nel passato. In quegli anni in cui ero un bambino o poco più e, nella famiglia, composta da quattro persone, non si poteva chiedere perché i sacrifici che si facevano erano tanti. In quegli anni in cui, a priori, non bisognava chiedere, semplicemente perché non era buona educazione farlo. Se aggiungiamo il fatto che, al chiedere corrispondeva spesso un bel “no” (per quanto i no aiutino a crescere), è presto chiaro come, ad un certo punto, almeno nel mio caso, ho limitato sempre di più le mie richieste. Per me, come è ovvio che sia, la richiesta dava automaticamente come risposta un no. E i no mi lasciavano l’amaro in bocca. Perché dunque chiedere? L’ho fatto sempre meno. Fino a non chiedere più nulla, nemmeno quando era nel mio pieno diritto farlo. Chiedere un aumento di stipendio. Chiedere ad una ragazza di uscire con me. Chiedere ad un collega di essere più rispettoso. Chiedere un chiarimento perché magari non capivo qualcosa.

Fino ai tempi più recenti. Chiedere a mia moglie un momento di intimità. Chiedere a mio figlio di essere più ordinato. Ma non se ne parla neanche! Capite che non chiedevo mai e, paradossalmente, il no me lo davo da solo prima ancora di formulare la richiesta?

Chiaramente questa, come detto, è la mia personale esperienza. In sostanza, per il mio vissuto, ho iniziato a concepire la mia intera esistenza come una costellazione di no e come una continua inibizione dei miei desideri.

Questo finché qualcosa è cambiato. Quando ero ormai sull’orlo della depressione, ammesso e non concesso di averne avuto un assaggio, ho finalmente capito che così non potevo andare avanti per molto a lungo. E’ stato in quel periodo che, allora alla sola ricerca di determinate manifestazioni, mi sono avvicinato alla Legge dell’Attrazione e ho ripreso possesso del verbo chiedere.

Questa volta, però, la richiesta non era da porre ad un interlocutore inteso come persona, bensì ad un’entità molto più grande, potente e misteriosa: l’Universo.

L’Universo è diventato il mio principale interlocutore, il mio amico, il mio segretario personale, il mio assistente di volo. E’ a lui, che simpaticamente chiamo “il Grande Lui”, che ho posto e pongo le mie richieste. E’ a lui che ho chiesto e chiedo di fare manifestare nella mia vita ciò che in cuor mio sento di desiderare più di ogni altra cosa al mondo. Senza mai dimenticare di essere grato per ciò che già ho, indipendentemente dal fatto che quel dato desiderio sia già stato o meno realizzato.

Ciò che vi consiglio, quindi, con questa prima Iniezione di Attrazione, è di chiedere, chiedere, chiedere! Fatelo, però con responsabilità ma tenete in ogni caso in considerazione che, qualora chiediate all’Universo di spostare una palazzina, difficilmente sarete accontentati, a meno che la vostra richiesta non causi un violento terremoto! 🙂

Provate ad esercitarvi in questo senso, liberandovi da eventuali negatività che vi rendano difficile farlo. Partite da cose semplici senza voler imparare a correre prima di camminare. Potete comunque sperimentarlo con qualsiasi cosa desideriate. Spesso il primo suggerimento che viene dato è di chiedere un parcheggio sotto casa. Sembra una stupidata, una cosa assurda e da non credere eppure io vi assicuro che a me è capitato molte volte e in zone in cui il parcheggio non era così scontato!

Ho scritto a tal riguardo due articoli. Li trovate qui  e qui.

Dato che, però, poteva essere limitata e difficilmente riscontrabile una testimonianza di questo tipo (sebbene si tratti di un fatto realmente accaduto), mi sono, nel frattempo, cimentato nell’esperimento suggerito da colui che considero il mio mentore, Francesco Fornaro, ed ho iniziato a chiedere di trovare la mia Piuma Blu…e l’ho trovata!

Mi auguro di avervi coinvolti sufficientemente e vi abbia convinti nel compiere il primo passo che credo abbiate compreso senza che lo ripeta ulteriormente.

Se vi siete persi il primo articolo della serie, lo trovate qui. Mentre il terzo articolo è stato, nel frattempo pubblicato, e lo potete leggere qui.

leopard-south-africa_35664_990x742

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.
(Vangelo secondo Matteo)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...