Thanksgiving Friday #2


Mercoledì 23 gennaio 2013 – Ore 23 circa

Siamo sul divano e ci stiamo godendo il quarto episodio della serie “Hunted”. Fra suspence e colpi di scena improvvisi, iniziano ad esserci dei cali di tensione elettrica, quando, improvvisamente, va via la luce.

Pochi secondi, poi torna. 

“Ma hai pagato la luce?”, mi chiede mia moglie.

“Certo” rispondo io “e in ogni caso, anche non l’avessi pagata, non staccherebbero così la corrente, di punto in bianco, senza preavviso”. Mi rimane però un filo di dubbio. Non è che mi sono dimenticato veramente di pagare l’ultima bolletta e questi mi lasciano senza corrente?

Nemmeno il tempo di formulare questo pensiero e la luce torna, ma il decoder, venuta meno l’alimentazione, ci impiega un po’ a ripartire.

“Va beh, intanto che il decoder si riprende, vado a fumare una sigaretta…”

Vado sul balcone. Mi accendo la sigaretta, mentre il mio sguardo raggiunge le cose di sempre. Molti condomini sono già a dormire, almeno così sembra, dato che le imposte sono tutte chiuse. A un certo punto, la luce del balcone si spegne, e nello stesso tempo, le luci del giardino condominiale e i lampioni che illuminano la via, tutte insieme si spengono.

“Sono dei blackout”, dico a mia moglie quando rientro.

Altri minuti in attesa che il decoder riprenda a funzionare e finiamo di vedere l’episodio.

Eccomi a redigere il secondo Thanksgiving Friday. E’ stata una settimana, come sempre, ricca di impegni, di cose belle e brutte, di persone sorprendenti e, purtroppo, di qualche stronzo.

Devo ringraziare, in particolare, per uno di questi, che mi ha dato nuovamente conferma di chi voglio essere io. Di come io ami collaborare con gli altri, di come sia sempre animato dal desiderio di aiutare qualcuno anche se, in particolare sul lavoro, non spetterebbe a me farlo. Di quanto per me sia importante lottare per stabilire rapporti di empatia, anziché mettermi sulle difensive nel timore che qualcuno possa infinocchiarmi.

Ieri sera, oltre ad essere rincasato molto più tardi del solito, una serie di avvenimenti mi ha lasciato un po’ con le pive nel sacco. Ma poi, mentre tornavo a casa, mi sono venute in mente le parole di una mia cara zia “la madre dei cretini è sempre incinta”. Parole sante zia! 🙂

Non è però una ragione per farsi abbattere, non è motivo per cambiare atteggiamento. Per come la vedo io non ha nemmeno senso ricambiare con la stessa moneta le persone che hanno comportamenti poco piacevoli, perché non è nella mia natura e, se lo facessi, starei male io per primo e mi allontanerei dai miei focus, cosa che evito in tutti i modi, concentrandomi sempre sulle cose più belle.

Mi sforzo di non giudicare mai gli altri. Semmai, anziché additare la persona, ne critico il comportamento che, di quella persona, è solo una piccola parte. Grazie per questo.

Giovedì 24 gennaio 2013 – ore 21 circa

Ho appena messo piede in casa. Ho quasi del tutto rimosso ciò che mi ha messo di cattivo umore. Poche ore prima ho ricevuto la chiamata di un amico. La moglie è stata ricoverata per più di una settimana a causa di forti capogiri e da poco è stata dimessa. Mi dice che lei, oltre a non sentirsi bene fisicamente, è molto giù di morale.

Decido quindi che l’argomento con mia moglie non sarà la mia giornata lavorativa, quanto la telefonata del nostro amico. Lei si preoccupa ed è dispiaciuta per lo stato di salute della nostra amica: le ho detto che spesso piange.

Vuole chiamarla per sentire come va. Dall’altra parte una voce tremante. Poi il racconto della cura farmacologica che sta facendo e…dice a mia moglie che ha vissuto le ultime 24 ore con il panico, poiché, la sera prima, per ben due volte, quando il marito e i figli erano già a letto e dormivano, per ben due volte le è sembrato che la luce si spegnesse improvvisamente, per pochi secondi. Ha il terrore che la cura che sta facendo abbia degli effetti collaterali. Ha paura che il suo cervello abbia qualcosa che non va.

Mia moglie la rassicura sul fatto che la sera prima ci sono stati due blackout. All’inizio lei non ci crede, ma, dopo varie insistenze, si convince che è andata proprio così. E il suo tono di voce cambia, si calma. La voce tremante se ne va e sorride.

La mia decisione di evitare argomenti che mi portassero a vivere stati d’animo negativi, è il secondo motivo di oggi per cui dire grazie.

Anziché dare attenzione a qualcosa di poco gratificante, ho spostato la mia attenzione sull’amore e sull’affetto per una coppia di amici molto speciale e, insieme a mia moglie, abbiamo donato a questa coppia un momento di sollievo.

Credo fermamente al fenomeno della coscienza collettiva, di cui, peraltro, ho parlato ne “L’alba di un giorno nuovo” e quella di ieri sera ne è stata un’ennesima e bellissima dimostrazione.

yin-yang

“Se avessimo sempre il cuore aperto e pronto a godere il bene che Dio ogni giorno ci concede, avremmo poi forza sufficiente per sopportare il male quando viene.”

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther

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